L’opera racconta il momento in cui una donna attraversa se stessa per rinascere. Il corpo, sospeso tra due dimensioni, si confronta con il proprio fuoco interno: un’energia che brucia, consuma e rigenera. La figura nella finestra osserva la propria trasformazione, come se fosse testimone del proprio processo di metamorfosi. Il gesto di guardarsi rinascere diventa atto di consapevolezza: la donna si sdoppia per riconoscersi, per vedere la propria forza emergere dalle macerie interiori. La finestra è soglia e specchio, confine tra il sé che cade e quello che si rialza. Realizzata con disegno su carta, colla e cera, la superficie vibra come pelle, restituendo la tensione tra vulnerabilità e potenza. È un viaggio di auto-osservazione e rigenerazione, dove il dolore si trasforma in luce e la materia diventa testimonianza del cambiamento.
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