Opera che traduce la tensione emotiva in materia visiva. Il cuore, elemento tridimensionale e pittorico, diventa segno di lacerazione e verità. La frase “Perché mi strapperei il cuore” si fa corpo e linguaggio, rivelando la trasformazione del sentimento in evidenza fisica. Ho voluto esprimere l’intensità di un dolore così profondo da arrivare idealmente a strappare il cuore: un gesto estremo che si condensa nella superficie dell’opera. Un atto essenziale che unisce parola, materia e dolore in un’unica struttura visiva.
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