L’approdo nasce da una tenda a pacchetto recuperata a Bari e da due scarpette trovate a Siracusa e Roma. Materiali erranti che portano con sé tracce di passaggi e di vite in movimento. La tenda, elemento domestico che scende dall’alto, diventa metafora di un confine attraversato; le scarpe, abbandonate lungo strade diverse, evocano cammini interrotti e nuove partenze. L’opera è un omaggio alla speranza e alla resilienza di chi cerca un approdo possibile.
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