In questo lavoro ricompongo materiali di scarto — cartone per frutta, fondi di confezioni per uova, frammenti di tovagliette domestiche — dopo averli disassemblati e trattati con tempera. La struttura nasce dall’urgenza di trasformare residui quotidiani in un sistema di connessioni: elementi eterogenei che, una volta riallineati, generano una forma unica e dinamica.
Ciò che voglio trasmettere è la forza dell’intreccio: vite, gesti e storie che si saldano nella materia recuperata. L’opera non cerca decorazione, ma evidenza. Mostra come il frammento possa diventare relazione, come la materia possa riattivarsi e produrre energia visiva e tattile. Chi osserva incontra un punto di congiunzione: un tutto che si ricostruisce attraverso la memoria dei suoi pezzi.
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