Quest’opera nasce da una serie di sperimentazioni materiche in cui ho mescolato pasta di sale con cartone, cartapesta, piatti di carta, colla e altre sostanze, lasciando che l’evaporazione generasse forme inattese. Il risultato, simile a un paesaggio lunare fatto di crateri e spaccature, racconta la meraviglia dell’imprevisto: quando i materiali si trasformano, anche il mio pensiero si rinnova.
La mia arte non è mai statica: è un divenire continuo, come una goccia di mercurio impossibile da fermare. Vivo e creo nel presente, lasciando che ogni istante diventi materia, gesto e scoperta.
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